
E' stato fondato nel lontano 1885, il quotidiano
italiano con la testata più originale. Quando i sigari
costavano meno di un carlino, moneta corrente d'allora, il
resto era appunto il prezzo - modestissimo - di questa pubblicazione,
nata per offrire un panorama quanto mai esaustivo di ciò
che succedeva nel mondo, con riprese puntuali dalle agenzie
e dalle testate giornalistiche di Parigi, Londra, Vienna,
ma soprattutto di ciò che succedeva in città.
Da allora il Resto del Carlino vuol dire Bologna,
tanto il quotidiano s'identifica con la sua città d'origine
e ne interpreta lo spirito, con le sue firme prestigiose:
da Giovanni Pascoli a Gabriele D'Annunzio, da Giuseppe Prezzolini
a Curzio Malaparte, a Giovanni Spadolini. Oggi, con le sue
numerose redazioni locali (14 in totale) va ben oltre i confini
cittadini, spaziando in tre regioni, tra le più belle
in termini di "qualità di vita" - come affermano
ormai da tempo le università americane - e contemporaneamente
così trainanti e produttive, in termini economici.
In quest'area così importante, il Resto
del Carlino rappresenta il leader indiscusso per readership
e autorevolezza grazie alla capillarità dell'informazione
locale unita alla completezza degli argomenti di livello nazionale
e internazionale.
Con il suo secolo e più di vita, il
Resto del Carlino rappresenta quindi, a pieno titolo, il modello
di quotidiano costantemente attento ai propri lettori e agli
interessi del proprio grande bacino di diffusione.
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